martedì 18 settembre 2007

Sotto la vernice

Violenza e discriminazione nei confronti delle donne si intrecciano alla politica. Accade in Egitto, dove il crimine di ‘attentato contro l’immagine del paese’ è diventato ormai un jolly per tutte le stagioni. Nel mirino il dissenso, in qualsiasi forma. Ecco l’ultimo caso in ordine cronologico.

Un’insegnante universitaria viene violentata da sconosciuti mentre rientra a casa dal lavoro. Decide di sporgere denuncia e si ritrova ad affrontare la riprovazione della società maschilista in cui vive, quella egiziana appunto. Di nuovo vittima, sola contro tutti.
Questo in sintesi l’intreccio dello sceneggiato più ‘scandaloso’ della nuova stagione televisiva, terrestre per gli egiziani, satellitare per Dubai e il resto del mondo arabo, in onda da giovedì scorso, primo giorno di Ramadan.

Che il musalsal (sceneggiato) ‘Qadiyet raï aam’ (letteralmente, ‘Un processo di opinione pubblica’) avrebbe ravvivato i talk show autunnali e spaccato le famiglie musulmane, riunite al tramonto dopo le giornate di digiuno per il Ramadan, già si sapeva. L’attesa, montata dai mezzi di comunicazione, era forte. Ma che dopo neanche una settimana di messa in onda si accusasse il programma di macchiare l'onore nazionale è inquietante.

La verità è che violenza e molestie contro le donne sono una realtà in aumento vertiginoso in Egitto, dove le organizzazioni per la difesa dei diritti delle donne lanciano l’allarme da anni.
Non c’è velo o abbigliamento casto che protegga. Ad essere importunate, nel migliore dei casi, sono proprio le egiziane, non le turiste, e le aggressioni hanno luogo al lavoro, a scuola, nei negozi, per strada. Per non parlare delle violenze in famiglia.
Nei panel delle ong il 40% delle intervistate lo dice apertamente: in Egitto, la vita sta diventando insopportabile per una donna.

La congiuntura economica più aspra del solito, l’islamizzazione progressiva della società, l’irrigidimento del regime militare sono le concause individuate dai sociologi. E gli anelli più deboli – come sempre donne e bambini, ovunque nel mondo – sono i primi a pagarne il prezzo.
Ma non si può dire, a maggior ragione quando la fiction in questione varca le porte di casa e si diffonde in tutto il mondo arabo. Finisce per dare un’idea sbagliata dell’Egitto, tuonano dal Council for Women’ Rights – ma proprio loro?! – e ledere l’immagine del paese.

L’immagine, la vernice, La carta da pacchi. Quanto alla sostanza malesh, non è importante.

1 commento:

Sharm ha detto...

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