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lunedì 12 aprile 2010

La crisi dell'hashish

'Insieme contro la crisi dell'hashish' è un nuovo gruppo nato su Facebook per far fronte ad una vera e propria emergenza sociale in Egitto, secondo alcuni frutto di un complotto: la carenza di hashish. Dove è finito? è la domanda più frequente nei caffé del paese da alcune settimane a questa parte.

Le opinioni si sprecano: si tratterebbe, secondo alcuni commentatori, di un tentativo - di dubbia efficacia - da parte delle autorità di affrontare corruzione e uso di stupefacenti in vista delle prossime elezioni legislative e presidenziali. Insomma, un segnale della volontà della classe politica di fare pulizia.

Francamente non se ne comprende la ragione, data la trasversalità dell'uso delle droghe leggere fra le classi sociali (e anche alle forze di polizia) egiziane. E poi, se agli egiziani si toglie pure l'hashish, che gli rimane? Potrebbe sembrare una battuta di dubbio gusto, ma senza remore ne discutono in tv, via internet e sulla stampa (indipendente) fior fiore di analisti.

Dopo quasi trent'anni di dittatura militare, in pieno boom demografico e penetrazione dell'Islam wahhabita, con una crisi economica che ha letteralmente tolto il pane di bocca a più della metà del paese, ci si interroga su come sradicare l'uso delle droghe leggere?

Ora si temono agitazioni, soprattutto ad opera dei più giovani: e se la scomparsa dell'hashish facesse esplodere il dolente popolo erede dei Faraoni?

martedì 30 settembre 2008

Cowboys del Nilo

Non hanno corso nessun pericolo oppure si sono trovati in mezzo a scontri armati e ripetuti assalti di forze speciali? Dopo dieci giorni di prigionia, tornano a casa gli 11 turisti europei e gli 8 accompagnatori egiziani sequestrati nel Gebel El Uwainat il 19 settembre scorso, e chissà quando e se racconteranno davvero le circostanze del loro rilascio.

Forse è andata così. Il pagamento del riscatto al confine fra Sudan e Ciad. Le forze sudanesi che inseguono i rapitori ormai in possesso dei soldi e ne uccidono 6. I 2 superstiti danno informazioni sul covo dei compagni, nel Tabat Shajara ciadiano. Nella notte fra domenica e lunedì, 30 uomini scelti delle forze speciali egiziane assaltano il nascondiglio arrivando sul posto con due elicotteri militari. La metà dei sequestratori viene 'liquidata'.

E gli ostaggi? Già liberi, abbandonati nel deserto dai loro rapitori nel momento stesso in cui venivano incassati 6 milioni di dollari, forse sborsati da Berlino.

Ora il Cairo scioglie la lingua alla stampa, governativa e non, perché faccia da megafono al blitz compiuto e ravvivi l'immagine, appannata in questa lunga settimana, di paradiso del turismo.

Ma convenienza politica a parte, è ufficiale: nel cuore di ogni egiziano c'è un cowboy del Far West americano, un marine, un Rambo della giungla.... di questa storia, bloggers e gente comune si riempirà la bocca con soddisfazione per giorni, al pari di ministri e portavoce. Dimenticando per un po' miseria, disillusione, fame, mancanza di prospettive.

E bravi ragazzi del 'commando speciale egiziano'. Aspettiamo la seconda serie, prossimamente su questi schermi...